Evoluzione della cartografia
Le quattro fasi cromatiche
La cartografia di TuttoCittà cambiò colore di stampa quattro volte in trent'anni. Il modo più diretto per vederlo è seguire la stessa città attraverso le quattro fasi: qui è Jesi, in provincia di Ancona, presente nei fascicoli fin dalle prime annate.
Le immagini sono ritagliate sulla sola area cartografica.

Tavola topografica di Jesi
tratta dal fascicolo Ancona - Pesaro - Urbino 82
annata 1982/83

Tavola topografica di Jesi
tratta dal fascicolo Ancona 90/91
annata 1990/91

Tavola topografica di Jesi
tratta dal fascicolo Ancona 2004
annata 2004/05

Tavola topografica di Jesi
tratta dal fascicolo Ancona 2009/2010
annata 2009/10
| fase | colore delle tavole | dalle annate |
|---|---|---|
| Arancione | 1981/82 → 1989/90 | |
| Grigio | 1990/91 → 1999/00 | |
| Grigio cromatico | 2000/01 → 2008/09 | |
| Rosa | 2009/10 → 2014/15 |
Le date indicano la fase prevalente: il passaggio non fu simultaneo per tutte le edizioni, e nell'annata
2000/01 le due tinte grigie convivono, così come nell'annata 2009/10 convivono grigio cromatico e rosa.
Il dettaglio per singola copertina è in copertine_per_annata.csv.
La riforma cartografica delle dieci città maggiori
A metà dell'annata 1985/86 le tavole delle dieci città maggiori d'Italia secondo il censimento del 1981 (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Palermo, Bologna, Firenze, Catania, Bari) furono ridisegnate da capo.
Fino ad allora quelle tavole derivavano dai vecchi stradari SEAT Pagine Gialle sviluppati all'inizio degli anni settanta e inclusi nelle Pagine Gialle. La loro organizzazione procedeva dalle zone centrali verso le aree periferiche in modo disomogeneo, e porzioni diverse della stessa città erano spesso rappresentate a scale differenti: confrontare due tavole contigue non era immediato.
Dalla seconda metà dell'annata 1985/86 l'impianto fu riorganizzato su basi razionali. La successione delle tavole segue l'andamento da nordovest a sudest, e le scale si riducono a poche misure fisse, di norma da due a quattro per l'intera città. Il quadro d'unione, cioè lo schema che mostra come le tavole si dispongono sul territorio, rende la differenza evidente a colpo d'occhio.

Quadro d'unione di Firenze
tratto dal fascicolo Firenze 85
annata 1985/86

Quadro d'unione di Firenze
tratto dal fascicolo Firenze 86
annata 1986/87
La riforma riguardò le sole dieci città maggiori, che per quattro o cinque annate (a seconda dell'appartenenza rispettivamente alla serie iniziale o alla serie tardiva) ebbero anche una copertina distinta dalle altre — la cosiddetta serie edifici — visibile nella galleria delle copertine.
Il formato tascabile e la seconda riforma cartografica
Il secondo grande cambiamento avviene nel corso dell'annata 2009/2010, e riguarda tutte le edizioni. Il fascicolo cambia radicalmente dimensioni — da 226 × 274 mm a 140 × 212 mm — assumendo il formato di uno stradario tascabile. Contestualmente, anche la cartografia viene rifatta da capo, insieme al passaggio dello sfondo dal grigio cromatico al rosa.
Con questa nuova riforma cartografica, l'area cartografata si estende, soprattutto nei capoluoghi, arrivando a coprire porzioni di territorio che le tavole precedenti lasciavano fuori; compaiono inoltre numerose vie e piazze delle zone periferiche, sorte negli anni immediatamente precedenti e mai entrate nella cartografia in uso fino ad allora.

I due fascicoli affiancati
Bologna 2008/2009 e Bologna 2009/2010
da 226 × 274 mm a 140 × 212 mm

I due quadri d'unione a confronto
Bologna 2008/2009, tavole grigio cromatico
Bologna 2009/2010, tavole rosa
È l'ultima riforma della storia del prodotto: la veste adottata nel 2009/2010 resta invariata fino all'ultima annata autonoma, la 2014/15.